X TE -
Moravia: Insegno Filosofia all'Università di Firenze, e il mio compito, come l'altra volta, è dialogare con voi su un certo tema, che oggi è ancora più complicato di quello dell'altra volta, ed é niente meno che il tema della felicità, un tema da far tremare, lo capite, le vene e i polsi. Ma, appunto per questo, preferirei un po' vilmente dare intanto la parola ad una scheda, un'introduzione filmata, che ci aiuterà ad orientare la nostra conversazione.
- Si visiona la scheda:
PRESENTATORE: Alla domanda che attraversa l'intero pensiero d'Occidente: "Che cos'è la felicità?", una risposta preliminare è che la felicità non è una cosa che si possa determinare in maniera univoca ed oggettiva. La felicità non è neppure un modo d'essere universale, giacché un certo modo può essere felicitante per una persona e non esserlo per un'altra. La felicità va considerata piuttosto come un valore multiforme, che non racchiude in sé nessuna forma, e soprattutto come un valore simbolico, nel senso che gli uomini la possono pensare solo attraverso immagini o idee, capaci di alludere ad una vastissima serie di componenti.
Spezzone di film: inseguimento ad un ragazzo che fugge da un riformatorio:
GUARDIA: Continuate, continuate a giocare.
PRESENTATORE: Legata poi a bisogni ed istanze assai mutevoli nel tempo, la felicità è anche una dimensione per molti versi storica. Ciò che a noi però interessa è vedere come essa viene concepita nel nostro presente. Una prima osservazione a tale proposito è che oggi si discorre della felicità in maniera per così dire un po' imbarazzante. E' come se si pensasse che la felicità non appartenga realmente a questo mondo.
PRESENTATORE: Non a caso se ne parla sovente nella forma del rinvio, si tende cioè ad attribuire le occasioni di felicità solo ad un più o meno determinato futuro. Quando invece se ne parla con riferimento a noi stessi, troppo spesso si tende ad identificare la felicità con l'avere molto, o con l'essere solo contenti, o magari euforici. Ma la felicità forse sta piuttosto nel saper vivere la vita apparentemente più umile nei soli aspetti più ricchi di senso. Sta forse nella capacità di intrecciare i nostri sentimenti e progetti più profondi ai sentimenti e progetti di un altro o di altri, e sta nella ricerca di qualcosa che si profila, magari nella forma di uno scenario enigmatico o non ben visibile dinanzi allo sguardo della nostra anima.
-Al termine della scheda, inizia la discussione.
Moravia: Ecco, avete visto due spezzoni di film, diversamente celebri, il primo scelto dalla redazione de Il grillo, il secondo scelto personalmente da me. E mi sembrano due insiemi di immagine che potrebbero davvero alimentare una lunga ed appassionata discussione tra noi. Chi vuole rompere il ghiaccio? C'è qualcuno che ha già in mente qualche domanda?
STUDENTESSA: Felicità è avere o essere, cioè è conquista di ciò che viene imposto dall'esterno, o è costruzione razionale dell'io e consapevolezza dell'uomo, delle proprie capacità di conquista della conoscenza?
Nella prima parte della sua domanda, lei sembra quasi creare una specie di antinomia: la felicità è un avere o un essere? Nella seconda parte lei si avvicina molto a quelle che sono le mie opinioni su questa questione: forse la felicità non è primariamente un avere, e neanche primariamente un essere. La felicità, in qualche modo, è un sentire, un costruire, un trovare delle relazioni, le più enigmatiche e diverse. Non è facile dare una ricetta della felicità, a differenza di quanto dicono tanti oggi, soprattutto tanti esponenti delle industrie farmaceutiche. Non si diventa felici con una pillola. Non si scoprirà mai la pillola della felicità. La felicità, come lei ha detto benissimo, è una costruzione, è una ricerca. E da questo punto di vista vorrei subito ricordarvi le immagini del film n.2, il celebre I 400 colpi del regista francese Truffaut, nel quale avete visto cos'è la felicità, avete capito cos'è quella felicità. Sentiamo le vostre domande in proposito.
STUDENTESSA: Volevo chiederLe se è d'accordo con l'affermazione che la felicità è più l'attesa di qualcosa che so che potrà rendermi felice, che il suo raggiungimento.
E' una domanda molto bella ed altrettanto difficile. Anch'io credo, da filosofo, che la felicità sia piuttosto una ricerca che non un raggiungimento come tale. Proprio lo spezzone di film tratto da Truffaut è la prova, in qualche modo, di quanto dico. In quel film - e lo dico perché mi rendo conto che le immagini non erano sempre abbastanza chiare -, chi è quel ragazzo che fugge? Fugge, o corre in cerca di qualcosa? Fa entrambe le cose. Avete visto che fugge da un riformatorio, e si chiama Antoine Duanell, - io ho sempre voluto trovare film che mettono in evidenza dei giovani come protagonisti, in modo che voi vi riconosciate in loro -. E che altro è un riformatorio se non un luogo che ci allontana dalla felicità, e così il ragazzo fugge da e corre verso qualche cosa. E questo qualche cosa è il mare, di cui lui, Antoine Duanell, non ha mai visto traccia. Ma il mare è solo un simbolo della felicità possibile. Tutte le immagini di qualunque aspetto della realtà possono divenire per noi uomini espressioni della felicità. Certo quel pezzo di film mostra in modo indimenticabile la pregnanza di una ricerca, ed anche la vaghezza, perché noi non sappiamo cosa sarà poi la felicità.
STUDENTE: La felicità, vista in senso epicureo, quindi basata sull'atarassia, può essere adattata ai giorni nostri, in una società che è volta verso il consumismo o altri fenomeni simili?
Mi verrebbe voglia di dire che in un certo senso sì, soprattutto se questa ricerca della felicità evidenzia qualcosa di autentico. Per molti di noi non è molto facile identificarci nei modelli di felicità confezionati dalla società dei consumi, tecnologica, come altrimenti si voglia definire. Da questo punto di vista una ricerca più personale della felicità potrebbe davvero configurare uno stato felice, un perseguimento di valori che possono rendere felici.
STUDENTESSA: Spesso si parla di felicità come conseguenza di un forte dolore, oltre che di una ricerca. Pensa che la felicità possa esistere come sentimento assoluto, prescindente da qualunque altro sentimento?
La felicità può nascere in rapporto a qualsiasi situazione in cui ci si trovi. Dunque da questo punto di vista può essere anche correlata al momento di sofferenza, ovviamente è il momento dopo la sofferenza stessa. Un sentimento assoluto sì, in certi casi si può definire in questo modo. Preferirei però che non si definisse troppo rigidamente la felicità, nemmeno in questi termini di assolutezza, perché la cosa che più mi affascina della felicità, è che può nascere ed essere costruita in relazione ai più diversi criteri. E poi la felicità non è assoluta, se con assoluto lei intende qualcosa di permanente. La felicità, a volte, poi si interrompe.
STUDENTE: Che rapporto c'è tra felicità e tempo, cioè, col passare degli anni, é possibile che il nostro concetto di felicità cambi da un'idea di turbamento ad un'idea piuttosto di serenità, di calma?
La domanda è simile a quella di prima. Certamente la felicità ha un suo rapporto col tempo. Però, siamo davvero sicuri che la felicità sia uno stato permanente molto lungo nel tempo? Oppure riteniamo che la felicità possa essere anche di un momento, di uno stato, lungo anche lo spazio di un mattino? La felicità, capite, ha questo di peculiare e misterioso: che non conosce definizioni a priori, che non si lascia determinare, definire da noi esseri umani. Qualche volta noi ci accorgiamo di essere stati felici quando lo stato relativo è già passato. Guardi che il rapporto temporale tra l'essere felici e l'accorgersi di esserlo non è sempre un rapporto di coincidenza, e questo produce tragedia più che felicità, è un perdere l'occasione.
STUDENTESSA: Eppure, nella pessimistica visione leopardiana, la felicità era definita come una breve assenza del dolore.
Tenderei a dire che la felicità non è semplicemente una assenza di dolore. Se volete, la felicità è uno stadio che viene dopo il dolore. Perché l'esperienza del dolore ci fa ri-apprezzare meglio stati diversi, anche se non appartengono a quella categoria, a quel paradiso di stati che la civiltà, o la inciviltà in cui viviamo, ci definisce stati felici. Forse la felicità è proprio quel sentire, dopo una sofferenza, quanto siano belle ed appaganti anche delle piccole cose o dei piccoli sentimenti.
STUDENTESSA: Quindi la felicità è soltanto qualcosa di effimero?
Può essere una cosa effimera, o può essere una cosa più lunga. Ma non chiedete alla felicità, neanche nel vostro immaginario interiore, di essere davvero un assoluto che si trovi al di là del tempo, dell'esperienza in cui noi viviamo. O, magari, coltiviamo anche quest'idea, ma senza diventarne schiavi. Questo è molto importante. Tendo a sottolineare questo aspetto di relativa imprevedibilità, e quindi voglio dirvi, più che indicarvi quali sono le strade, e tanto meno le autostrade, che portano direttamente alla felicità - e non è una battuta, perché una parte dell’idea di felicità di oggi tende a dire questo, identificando la felicità con la semplice contentezza o appagamento intorno ad alcuni beni -, che questa non è la felicità, quasi mai. La felicità è una ricerca. E allora l'importante è essere pronti a cogliere con le nostre antenne quando qualcosa di quel tipo ci è capitato. E' questa la vera scommessa della vita, non quella di partire per le autostrade.
La passione
venerdì 29 giugno 2007
La felicità...
X TE -
ALLA RICERCA DELLA FELICITA'
A cura della Dott.ssa E. Maino
Le emozioni sono componenti fondamentali della nostra vita, da esse, sovente, traiamo gli stimoli che muovono le nostre giornate. Seppure ogni singola emozione sia importante e permetta a chi la sperimenta di sentirsi vivo, l'uomo è soprattutto alla ricerca di quelle sensazioni ed emozioni che lo facciano star bene e lo appaghino, in una parola è alla ricerca di quello stato emotivo di benessere chiamato felicità. Quest'ultima è data da un senso di appagamento generale e la sua intensità varia a seconda del numero e della forza delle emozioni positive che un individuo sperimenta.
Questo stato di benessere, soprattutto nella sua forma più intensa - la gioia - non solo viene esperito dall'individuo, ma si accompagna da un punto di vista fisiologico, ad una attivazione generalizzata dell'organismo.
Molte ricerche mettono in luce come essere felici abbia notevoli ripercussioni positive sul comportamento, sui processi cognitivi, nonché sul benessere generale della persona. Ma chi sono le persone felici? Gli studi che hanno cercato di rispondere a questa domanda evidenziano come la felicità non dipenda tanto da variabili anagrafiche come l'età o il sesso, né in misura rilevante dalla bellezza, ricchezza, salute o cultura. Al contrario sembra che le caratteristiche maggiormente associate alla felicità siano quelle relative alla personalità quali ad esempio estroversione, fiducia in se stessi, sensazione di controllo sulla propria persona e il proprio futuro.
Le emozioni: IL COLORE DELL'ESISTENZA
Le emozioni sono componenti fondamentali della nostra vita, danno colore e sapore all'esistenza, anche se, in una civiltà come quella occidentale impostata sul primato della ragione, spesso sono considerate con sospetto e timore. Del resto non potrebbe essere altrimenti: infatti se la ragione promette all'uomo il dominio su se stesso e le cose, le emozioni spesso producono turbamento e conflitto, non sono mai totalmente controllabili e a volte ci trascinano a dire o fare cose di cui, una volta cessato l'impeto emotivo, ci si pente. Eppure, sono le emozioni che ci fanno gustare la vita ed è proprio dalle emozioni, piccole o grandi che siano, che l'individuo spera di ricavare nuovi stimoli che muovano le sue giornate. Del resto come si potrebbe dire di vivere appieno se non si sperimentassero mai la gioia, il tremito dello smarrimento o della paura, l'impeto della passione, l'abbandono alla nostalgia, il peso e la disperazione provocate dalla sofferenza?. Tuttavia, seppur ogni singola emozione sia importante e permetta a chi la sperimenta di sentirsi vivo, l'uomo è soprattutto alla ricerca di quelle sensazioni ed emozioni che lo facciano star bene e lo appaghino, in una parola è alla ricerca di quello stato emotivo di benessere chiamato felicità.
FELICITA': alcune definizioni
Il tema della felicità appassiona da sempre l'umanità: scrittori, poeti, filosofi, persone comuni, ognuno si trova a pensare, descrivere, cercare questo stato di grazia. Per tentare di definire questa condizione alcuni studiosi hanno posto l'accento sulla componente emozionale, come il sentirsi di buon umore, altri sottolineano l'aspetto cognitivo e riflessivo, come il considerarsi soddisfatti della propria vita. La felicità a volte viene descritta come contentezza, soddisfazione, tranquillità, appagamento a volte come gioia, piacere, divertimento.
Secondo Argyle (1987), il maggiore studioso di questa emozione, la felicità è rappresentata da un senso generale di appagamento complessivo che può essere scomposto in termini di appagamento in aree specifiche quali ad esempio il matrimonio, il lavoro, il tempo libero, i rapporti sociali, l'autorealizzazione e la salute.
La felicità è anche legata al numero e all'intensità delle emozioni positive che la persona sperimenta e, in ultimo, come evento o processo emotivo improvviso e piuttosto intenso è meglio designata come gioia. In questo caso è definibile come l'emozione che segue il soddisfacimento di un bisogno o la realizzazione di un desiderio e in essa, accanto all'esperienza del piacere, compaiono una certa dose di sorpresa e di attivazione (D'Urso e Trentin, 1992).
Cosa succede quando siamo felici?
Tutti noi, in misura più o meno accentuata, proviamo emozioni, in un certo senso le agiamo a livello di comportamenti più o meno visibili e consapevoli, le condividiamo con gli altri parlando o scrivendo di esse, alcuni riescono perfino ad immortalarle nelle opere d'arte. Ma cosa succede dentro e fuori di noi quando siamo felici?
Alcuni autori (Maslow, 1968; Privette, 1983) riportano che le sensazioni esperite con più frequenza dalle persone che si trovano in una condizione di felicità o di gioia sono quelle di sentire con maggiore intensità le sensazioni corporee positive e con minore intensità la fatica fisica, di sperimentare uno stato di attenzione focalizzata e concentrata, di sentirsi maggiormente consapevoli delle proprie capacità.
Spesso le persone felici si sentono più libere e spontanee, riferiscono una sensazione di benessere in relazione a se stesse e alle persone vicine e infine descrivono il mondo circostante in termini più significativi e colorati.
Inoltre le persone che provano emozioni positive, quali ad esempio gioia e felicità, a livello fisiologico presentano un'attivazione generale dell'organismo che si manifesta con un'accelerazione della frequenza cardiaca, un aumento del tono muscolare e della conduttanza cutanea e infine una certa irregolarità della respirazione.
In ultimo chi è felice sorride spesso. In effetti il sorriso, sovente accompagnato da uno sguardo luminoso e aperto, è la manifestazione comportamentale più rappresentativa, inconfondibile e universalmente riconosciuta della felicità e della gioia.
Chi sono le persone felici?
Probabilmente chiunque, passando in rassegna le persone che gli sono vicine, è in grado di identificare tra tutte un amico, un parente o un conoscente che è considerato da tutti la persona felice per antonomasia, la persona che non perde il buonumore anche quando deve affrontare delle situazioni difficili o fastidiose, quella che ha sempre la battuta pronta e che sembra serena in ogni circostanza. Ma la felicità da cosa dipende? Esistono delle caratteristiche dell'individuo che lo rendono maggiormente permeabile a sentimenti di felicità e gioia piuttosto che a sentimenti negativi? E' molto difficile, probabilmente impossibile, rispondere in modo sufficientemente accurato a tali quesiti. Tuttavia le ricerche sulla felicità mettono in luce come essere più o meno felici non dipende in modo diretto da variabili anagrafiche come l'età o il sesso, né in misura rilevante dalla bellezza, ricchezza, salute o cultura. Al contrario sembra che le caratteristiche maggiormente associate alla felicità siano quelle relative alla personalità e in particolare quelle relative all'estroversione, alla fiducia in se stessi, alla sensazione di controllo su se stessi e il proprio futuro (D'Urso e Trentin, 1992).Secondo Argyle e Lu (1990) la persona estroversa è più felice perché ha più rapporti sociali, fa amicizie più facilmente, partecipa ad un maggior numero di attività pubbliche e collettive dove trova maggiori motivi di interesse e divertimento. Inoltre una persona felice è anche una persona che sta bene con se stessa e che ha fiducia nelle sue capacità e percepisce una fondamentale congruenza tra ciò che è e ciò che vorrebbe essere. In sostanza, più le persone riescono ad accettarsi per quello che sono, con tutti i loro pregi e i loro limiti, più sono felici. Analogamente, quanto più una persona ritiene di poter ragionevolmente controllare gli eventi che gli accadono nella sua vita affettiva, sociale, lavorativa, più è felice, e in particolar modo, è più felice di chi si considera in balia del caso o degli altri.
Felicità e benessere
Gli stati d'animo positivi possono influire in modo considerevole sia sul comportamento sia sui processi di pensiero rendendoli maggiormente adeguati e funzionali alle situazioni di vita dell'individuo. E' poi ovvio che tutto questo si ripercuota positivamente sullo star bene dell'individuo con se stesso e gli altri. In effetti quando le persone sono di buon umore pensano alle cose in modo molto diverso rispetto a quando sono di cattivo umore. Ad esempio, si è trovato che il buon umore porta a descrivere in modo positivo gli eventi sociali a percepirsi come socialmente competenti, a provare sicurezza in se stessi e autostima (Bower, 1983). Inoltre quando si è felici si tende a valutare più positivamente la propria persona: ci si sente pieni di energia, si considerano meno gravi i propri difetti e si pensa meno alle proprie difficoltà. In ultimo, si è visto che più si è felici più si curano e si allargano i propri interessi sociali e artistici, si pone maggiore attenzione alle questioni politiche generali, ci si sente più inclini ad accettare dei compiti nuovi e stimolanti, anche se difficili (Cunningham, 1986; 1988). Da questo punto di vista non c'è da stupirsi che uno stato emotivo positivo induca all'ottimismo: Mayer e Volanth (1985), infatti, hanno trovato una correlazione diretta tra grado di buonumore e probabilità stimata di eventi positivi.Essere felici induce anche ad essere più audaci. A questo proposito, Isen e Patrick (1983) hanno messo in luce come la gioia tendenzialmente porti a sottovalutare la gravità dei rischi e quindi porti ad agire in modo meno prudente. In ogni caso si è anche visto che questo accade solo se la decisione da prendere non comporta dei rischi seri. In presenza di uno stato d'animo positivo, non solo il mondo sembra più colorato e desiderabile e le azioni più facili, ma anche le persone che ci circondano sembrano migliori. E' forse per questo che molti esperimenti rilevano come le persone felici siano più disponibili, generose e altruiste e provochino negli altri una maggior simpatia. In ultimo, per quanto riguarda gli aspetti cognitivi, si è visto che il buon umore ha degli effetti positivi sulle capacità di apprendimento e di memoria e sulla creatività: in sostanza quando si è felici si apprende con più facilità, in misura maggiore e in modo più duraturo (Ellis, Thomas e Rodriguez, 1984; Ellis, Thomas McFarland e Lane, 1985) e inoltre si è maggiormente creativi nella soluzione dei problemi.
FELICITA': istruzioni per l'uso
A questo punto, visti i vantaggi che essere felici comporta, ci si potrebbe chiedere se esistono delle strategie che ci aiutino a sentirci felici o a recuperare il buonumore quando lo si è perso. In questo senso D'Urso e Trentin (1992) riportano una serie di attività e atteggiamenti che si accompagnano o favoriscono uno stato di benessere. Tali attività o atteggiamenti sono:
1.
non attribuire interamente a noi stessi la responsabilità degli eventi spiacevoli che ci capitano
2.
stare in compagnia di persone felici
3.
fare esercizio fisico
4.
non confrontare la nostra condizione (salute, bellezza, ricchezza ecc.) con quella degli altri
5.
individuare quello che ci piace nel nostro lavoro e valorizzarlo
6.
curare il corpo e l'abbigliamento
7.
riconoscere i legami tra cattivo umore e cattivo stato di salute: spesso è il malessere fisico, più che altri fattori oggettivi, a determinare un cattivo umore
8.
dimensionare le nostre aspettative alle capacità e alle opportunità medie della situazione
9.
aiutare le persone a cui piace essere aiutate
10.
non fare progetti a lunga scadenza
11.
frequentare le persone che ci hanno fatto dei piaceri e alle quali abbiamo fatto dei piaceri
12.
non trarre conclusioni generali dagli insuccessi
13.
fare una lista delle attività che personalmente ci fanno stare di buon umore e praticarle
ALLA RICERCA DELLA FELICITA'
A cura della Dott.ssa E. Maino
Le emozioni sono componenti fondamentali della nostra vita, da esse, sovente, traiamo gli stimoli che muovono le nostre giornate. Seppure ogni singola emozione sia importante e permetta a chi la sperimenta di sentirsi vivo, l'uomo è soprattutto alla ricerca di quelle sensazioni ed emozioni che lo facciano star bene e lo appaghino, in una parola è alla ricerca di quello stato emotivo di benessere chiamato felicità. Quest'ultima è data da un senso di appagamento generale e la sua intensità varia a seconda del numero e della forza delle emozioni positive che un individuo sperimenta.
Questo stato di benessere, soprattutto nella sua forma più intensa - la gioia - non solo viene esperito dall'individuo, ma si accompagna da un punto di vista fisiologico, ad una attivazione generalizzata dell'organismo.
Molte ricerche mettono in luce come essere felici abbia notevoli ripercussioni positive sul comportamento, sui processi cognitivi, nonché sul benessere generale della persona. Ma chi sono le persone felici? Gli studi che hanno cercato di rispondere a questa domanda evidenziano come la felicità non dipenda tanto da variabili anagrafiche come l'età o il sesso, né in misura rilevante dalla bellezza, ricchezza, salute o cultura. Al contrario sembra che le caratteristiche maggiormente associate alla felicità siano quelle relative alla personalità quali ad esempio estroversione, fiducia in se stessi, sensazione di controllo sulla propria persona e il proprio futuro.
Le emozioni: IL COLORE DELL'ESISTENZA
Le emozioni sono componenti fondamentali della nostra vita, danno colore e sapore all'esistenza, anche se, in una civiltà come quella occidentale impostata sul primato della ragione, spesso sono considerate con sospetto e timore. Del resto non potrebbe essere altrimenti: infatti se la ragione promette all'uomo il dominio su se stesso e le cose, le emozioni spesso producono turbamento e conflitto, non sono mai totalmente controllabili e a volte ci trascinano a dire o fare cose di cui, una volta cessato l'impeto emotivo, ci si pente. Eppure, sono le emozioni che ci fanno gustare la vita ed è proprio dalle emozioni, piccole o grandi che siano, che l'individuo spera di ricavare nuovi stimoli che muovano le sue giornate. Del resto come si potrebbe dire di vivere appieno se non si sperimentassero mai la gioia, il tremito dello smarrimento o della paura, l'impeto della passione, l'abbandono alla nostalgia, il peso e la disperazione provocate dalla sofferenza?. Tuttavia, seppur ogni singola emozione sia importante e permetta a chi la sperimenta di sentirsi vivo, l'uomo è soprattutto alla ricerca di quelle sensazioni ed emozioni che lo facciano star bene e lo appaghino, in una parola è alla ricerca di quello stato emotivo di benessere chiamato felicità.
FELICITA': alcune definizioni
Il tema della felicità appassiona da sempre l'umanità: scrittori, poeti, filosofi, persone comuni, ognuno si trova a pensare, descrivere, cercare questo stato di grazia. Per tentare di definire questa condizione alcuni studiosi hanno posto l'accento sulla componente emozionale, come il sentirsi di buon umore, altri sottolineano l'aspetto cognitivo e riflessivo, come il considerarsi soddisfatti della propria vita. La felicità a volte viene descritta come contentezza, soddisfazione, tranquillità, appagamento a volte come gioia, piacere, divertimento.
Secondo Argyle (1987), il maggiore studioso di questa emozione, la felicità è rappresentata da un senso generale di appagamento complessivo che può essere scomposto in termini di appagamento in aree specifiche quali ad esempio il matrimonio, il lavoro, il tempo libero, i rapporti sociali, l'autorealizzazione e la salute.
La felicità è anche legata al numero e all'intensità delle emozioni positive che la persona sperimenta e, in ultimo, come evento o processo emotivo improvviso e piuttosto intenso è meglio designata come gioia. In questo caso è definibile come l'emozione che segue il soddisfacimento di un bisogno o la realizzazione di un desiderio e in essa, accanto all'esperienza del piacere, compaiono una certa dose di sorpresa e di attivazione (D'Urso e Trentin, 1992).
Cosa succede quando siamo felici?
Tutti noi, in misura più o meno accentuata, proviamo emozioni, in un certo senso le agiamo a livello di comportamenti più o meno visibili e consapevoli, le condividiamo con gli altri parlando o scrivendo di esse, alcuni riescono perfino ad immortalarle nelle opere d'arte. Ma cosa succede dentro e fuori di noi quando siamo felici?
Alcuni autori (Maslow, 1968; Privette, 1983) riportano che le sensazioni esperite con più frequenza dalle persone che si trovano in una condizione di felicità o di gioia sono quelle di sentire con maggiore intensità le sensazioni corporee positive e con minore intensità la fatica fisica, di sperimentare uno stato di attenzione focalizzata e concentrata, di sentirsi maggiormente consapevoli delle proprie capacità.
Spesso le persone felici si sentono più libere e spontanee, riferiscono una sensazione di benessere in relazione a se stesse e alle persone vicine e infine descrivono il mondo circostante in termini più significativi e colorati.
Inoltre le persone che provano emozioni positive, quali ad esempio gioia e felicità, a livello fisiologico presentano un'attivazione generale dell'organismo che si manifesta con un'accelerazione della frequenza cardiaca, un aumento del tono muscolare e della conduttanza cutanea e infine una certa irregolarità della respirazione.
In ultimo chi è felice sorride spesso. In effetti il sorriso, sovente accompagnato da uno sguardo luminoso e aperto, è la manifestazione comportamentale più rappresentativa, inconfondibile e universalmente riconosciuta della felicità e della gioia.
Chi sono le persone felici?
Probabilmente chiunque, passando in rassegna le persone che gli sono vicine, è in grado di identificare tra tutte un amico, un parente o un conoscente che è considerato da tutti la persona felice per antonomasia, la persona che non perde il buonumore anche quando deve affrontare delle situazioni difficili o fastidiose, quella che ha sempre la battuta pronta e che sembra serena in ogni circostanza. Ma la felicità da cosa dipende? Esistono delle caratteristiche dell'individuo che lo rendono maggiormente permeabile a sentimenti di felicità e gioia piuttosto che a sentimenti negativi? E' molto difficile, probabilmente impossibile, rispondere in modo sufficientemente accurato a tali quesiti. Tuttavia le ricerche sulla felicità mettono in luce come essere più o meno felici non dipende in modo diretto da variabili anagrafiche come l'età o il sesso, né in misura rilevante dalla bellezza, ricchezza, salute o cultura. Al contrario sembra che le caratteristiche maggiormente associate alla felicità siano quelle relative alla personalità e in particolare quelle relative all'estroversione, alla fiducia in se stessi, alla sensazione di controllo su se stessi e il proprio futuro (D'Urso e Trentin, 1992).Secondo Argyle e Lu (1990) la persona estroversa è più felice perché ha più rapporti sociali, fa amicizie più facilmente, partecipa ad un maggior numero di attività pubbliche e collettive dove trova maggiori motivi di interesse e divertimento. Inoltre una persona felice è anche una persona che sta bene con se stessa e che ha fiducia nelle sue capacità e percepisce una fondamentale congruenza tra ciò che è e ciò che vorrebbe essere. In sostanza, più le persone riescono ad accettarsi per quello che sono, con tutti i loro pregi e i loro limiti, più sono felici. Analogamente, quanto più una persona ritiene di poter ragionevolmente controllare gli eventi che gli accadono nella sua vita affettiva, sociale, lavorativa, più è felice, e in particolar modo, è più felice di chi si considera in balia del caso o degli altri.
Felicità e benessere
Gli stati d'animo positivi possono influire in modo considerevole sia sul comportamento sia sui processi di pensiero rendendoli maggiormente adeguati e funzionali alle situazioni di vita dell'individuo. E' poi ovvio che tutto questo si ripercuota positivamente sullo star bene dell'individuo con se stesso e gli altri. In effetti quando le persone sono di buon umore pensano alle cose in modo molto diverso rispetto a quando sono di cattivo umore. Ad esempio, si è trovato che il buon umore porta a descrivere in modo positivo gli eventi sociali a percepirsi come socialmente competenti, a provare sicurezza in se stessi e autostima (Bower, 1983). Inoltre quando si è felici si tende a valutare più positivamente la propria persona: ci si sente pieni di energia, si considerano meno gravi i propri difetti e si pensa meno alle proprie difficoltà. In ultimo, si è visto che più si è felici più si curano e si allargano i propri interessi sociali e artistici, si pone maggiore attenzione alle questioni politiche generali, ci si sente più inclini ad accettare dei compiti nuovi e stimolanti, anche se difficili (Cunningham, 1986; 1988). Da questo punto di vista non c'è da stupirsi che uno stato emotivo positivo induca all'ottimismo: Mayer e Volanth (1985), infatti, hanno trovato una correlazione diretta tra grado di buonumore e probabilità stimata di eventi positivi.Essere felici induce anche ad essere più audaci. A questo proposito, Isen e Patrick (1983) hanno messo in luce come la gioia tendenzialmente porti a sottovalutare la gravità dei rischi e quindi porti ad agire in modo meno prudente. In ogni caso si è anche visto che questo accade solo se la decisione da prendere non comporta dei rischi seri. In presenza di uno stato d'animo positivo, non solo il mondo sembra più colorato e desiderabile e le azioni più facili, ma anche le persone che ci circondano sembrano migliori. E' forse per questo che molti esperimenti rilevano come le persone felici siano più disponibili, generose e altruiste e provochino negli altri una maggior simpatia. In ultimo, per quanto riguarda gli aspetti cognitivi, si è visto che il buon umore ha degli effetti positivi sulle capacità di apprendimento e di memoria e sulla creatività: in sostanza quando si è felici si apprende con più facilità, in misura maggiore e in modo più duraturo (Ellis, Thomas e Rodriguez, 1984; Ellis, Thomas McFarland e Lane, 1985) e inoltre si è maggiormente creativi nella soluzione dei problemi.
FELICITA': istruzioni per l'uso
A questo punto, visti i vantaggi che essere felici comporta, ci si potrebbe chiedere se esistono delle strategie che ci aiutino a sentirci felici o a recuperare il buonumore quando lo si è perso. In questo senso D'Urso e Trentin (1992) riportano una serie di attività e atteggiamenti che si accompagnano o favoriscono uno stato di benessere. Tali attività o atteggiamenti sono:
1.
non attribuire interamente a noi stessi la responsabilità degli eventi spiacevoli che ci capitano
2.
stare in compagnia di persone felici
3.
fare esercizio fisico
4.
non confrontare la nostra condizione (salute, bellezza, ricchezza ecc.) con quella degli altri
5.
individuare quello che ci piace nel nostro lavoro e valorizzarlo
6.
curare il corpo e l'abbigliamento
7.
riconoscere i legami tra cattivo umore e cattivo stato di salute: spesso è il malessere fisico, più che altri fattori oggettivi, a determinare un cattivo umore
8.
dimensionare le nostre aspettative alle capacità e alle opportunità medie della situazione
9.
aiutare le persone a cui piace essere aiutate
10.
non fare progetti a lunga scadenza
11.
frequentare le persone che ci hanno fatto dei piaceri e alle quali abbiamo fatto dei piaceri
12.
non trarre conclusioni generali dagli insuccessi
13.
fare una lista delle attività che personalmente ci fanno stare di buon umore e praticarle
lunedì 25 giugno 2007
Frasi
Io non so cosa penserò dei miei 18 anni quando sarò come mio padre. Non so neanche cosa ci sarà dopo la morte, ora mi sento come se non morirò mai e penso che l'amore conta più di tutto, conta più della paura di innamorarsi, più della paura di morire, più della paura di essere omologati e della voglia di cambiare questo mondo, che cambiarlo non è facile...
(Come te nessuno mai)
Con i voti cominciano appena nasci, se vieni fuori con tutti i pezzi a posto, se piangi abbastanza forte e se sei sopra i 4 kg ti puoi beccare persino un 10 altrimenti giù a scalare. Se sei precoce, se sei uno di quelli che iniziano a camminare e chiamare mamma prima dei dieci mesi…ti possono dare anche un 9-9 e mezzo…….altrimenti anche li si scende. Inutile dire che appena cresci e vai all’asilo…beh….li si fa sul serio e i voti cominciano a fioccare A scuola, ovviamente, devi fare i conti con l’esplosione, la compilation, il festival dei voti! Forse però il peggio deve ancora venire…perché poi ti aspettano per darti il voto per le ragazze con cui esci, per la macchina che hai, per la casa in cui vivi, per il lavoro che fai. Siamo qui per prendere e dare voti…Non c’è niente di male….Se non c’è niente di male a smettere di fare ciò che vuoi per fare solo quello che ti fa avere buoni voti. Da zero a dieci ho un presente da…..6…….meno……meno. Ho un appartamento di 85 metri quadri, cabina doccia con bagno turco, letto giapponese…ho un ulcera e un esofagite da 8 e mezzo…anche il mio passato remoto è da 8 e mezzo, quello più recente, da 6. Ho avuto un fratello che qui in paese era un mito, se n’è andato qualche anno fa…si chiamava Ivan ma nessuno lo chiamava così. Da più di 20 anni ho 3 amici che se volete ve li regalo tutti, anzi, se li portate via ci metto anche un motorola e il calendario con la Ferilli. Ho una moglie, Fabiana, una che ha mooooolta pazienza. Ho un furgone dell’82, ci vado a fare le serate di blues col mio gruppo (sempre più raramente) Ho una carta d’identità che ogni tanto consulto…beati voi se sapete sempre chi cazzo siete Ho anche altra roba ma sta a vedere che adesso vi faccio il mio settequaranta. Ho un futuro da 9 o da 4.dipende da come mi alzo.
(Dazeroadieci)
Ho smesso di crescere, ora sto invecchiando...
(Leon)
perchè le canzoni non ti tradiscono, anche chi le fa può tradirti, ma le canzoni, le tue canzoni, quelle che per te han voluto dire qualcosa le trovi sempre lì, quando tu vuoi trovarle, intatte, nn importa se cambierà chi le ha cantate, se volete sapere la mia, delle canzoni, delle vostre canzoni vi potete fidare.
(Radio Freccia)
Hai detto che di me non te ne frega niente e io a questo no, non ci voglio pensare...voglio addormentarmi, si, voglio dormire, e svegliarmi fra tre anni, perchè so, lo so di certo, che come te non ci sarà nessuno mai. Mai.
(Come te nessuno mai)
(Come te nessuno mai)
Con i voti cominciano appena nasci, se vieni fuori con tutti i pezzi a posto, se piangi abbastanza forte e se sei sopra i 4 kg ti puoi beccare persino un 10 altrimenti giù a scalare. Se sei precoce, se sei uno di quelli che iniziano a camminare e chiamare mamma prima dei dieci mesi…ti possono dare anche un 9-9 e mezzo…….altrimenti anche li si scende. Inutile dire che appena cresci e vai all’asilo…beh….li si fa sul serio e i voti cominciano a fioccare A scuola, ovviamente, devi fare i conti con l’esplosione, la compilation, il festival dei voti! Forse però il peggio deve ancora venire…perché poi ti aspettano per darti il voto per le ragazze con cui esci, per la macchina che hai, per la casa in cui vivi, per il lavoro che fai. Siamo qui per prendere e dare voti…Non c’è niente di male….Se non c’è niente di male a smettere di fare ciò che vuoi per fare solo quello che ti fa avere buoni voti. Da zero a dieci ho un presente da…..6…….meno……meno. Ho un appartamento di 85 metri quadri, cabina doccia con bagno turco, letto giapponese…ho un ulcera e un esofagite da 8 e mezzo…anche il mio passato remoto è da 8 e mezzo, quello più recente, da 6. Ho avuto un fratello che qui in paese era un mito, se n’è andato qualche anno fa…si chiamava Ivan ma nessuno lo chiamava così. Da più di 20 anni ho 3 amici che se volete ve li regalo tutti, anzi, se li portate via ci metto anche un motorola e il calendario con la Ferilli. Ho una moglie, Fabiana, una che ha mooooolta pazienza. Ho un furgone dell’82, ci vado a fare le serate di blues col mio gruppo (sempre più raramente) Ho una carta d’identità che ogni tanto consulto…beati voi se sapete sempre chi cazzo siete Ho anche altra roba ma sta a vedere che adesso vi faccio il mio settequaranta. Ho un futuro da 9 o da 4.dipende da come mi alzo.
(Dazeroadieci)
Ho smesso di crescere, ora sto invecchiando...
(Leon)
perchè le canzoni non ti tradiscono, anche chi le fa può tradirti, ma le canzoni, le tue canzoni, quelle che per te han voluto dire qualcosa le trovi sempre lì, quando tu vuoi trovarle, intatte, nn importa se cambierà chi le ha cantate, se volete sapere la mia, delle canzoni, delle vostre canzoni vi potete fidare.
(Radio Freccia)
Hai detto che di me non te ne frega niente e io a questo no, non ci voglio pensare...voglio addormentarmi, si, voglio dormire, e svegliarmi fra tre anni, perchè so, lo so di certo, che come te non ci sarà nessuno mai. Mai.
(Come te nessuno mai)
I'm lost without you - Blink 182

Io giuro di poter andare avanti per sempre, di nuovo.
Per favore fammi capire che questo brutto momento finirà.
Io andrò giù come il tuo ragazzo, il tuo amico.
Dammi le tue labbra ed iniziamo con un bacio.
Hai paura di stare sola?perchè io ne ho. Sono perso senza te. Hai paura di andare via stanotte?perchè io ne ho. Sono perso senza te.
Lascierò la mia camera aperta fino al tramonto, per te.
Io terrò i miei occhi pazientemente posati su di te.
Dove sei adesso? Io riesco a sentire i tuoi passi, sto sognando.
E se verrai, svegliami dal credere questo.
Hai paura di stare sola?perchè io ne ho. Sono perso senza te. Hai paura di andare via stanotte?perchè io ne ho. Sono perso senza te.
Non ci guarderemo indietro mai - Negrita & Luna - Negrita
Non ci guarderemo indietro
Ho sbagliato per sbagliare non perche' lo dite voi e non mi pento proprio, sono in riserva ormai Io ci credo in quel che voglio e forse voglio farmi male ma non mi riconosco in quello che conviene Mi piace scivolarvi fuori da ogni calcolo Per riportarmi in riga servira' un miracolo Complici e simili da credere alle favole Coi nostri sogni in gola questa notte sembra fatta per noi... CHE NON CI GUARDEREMO INDIETRO MAI NON CI GUARDEREMO INDIETRO MAI Traghettato da un destino a volte sordo e malinconico In un viaggio clandestino tra allucinazioni e panico forse perche' so di avere un diamante tra le mani un morbido rifugio per tempi meno buoni Mi spinge sul divano lo so che ha gia' deciso E resto senza fiato tra l'inferno e il paradiso Scioglie i capelli in boccole di nuvole Il suo sapore e' miele e questa notte sembra fatta apposta per noi... CHE NON CI GUARDEREMO INDIETRO MAI NON CI GUARDEREMO INDIETRO MAI
Luna
Tu non lo sai quanto mi piace non lo sai quando ti perdi a far finta di essere semplice... calma... morbida... Come un mistero da decifrare tu sei la luna ancora da esplorare Aspettami... voglio salire lassu'... ...E NON TORNARE PIU'... Ti vedo trasformare lacrime in coraindoli con un bicchiere in mano mi ritrovo qui a scoprire lucida, splendida serenita'... E ridi ancora mi aiuti a respirare Bianco aquilone che gioca con il sole Aspettami... voglio salire lassu'... ...E NON TORNARE PIU'... L'estate e' un sentimento... e' caldo anche d'inverno... Aspettami... voglio salire lassu'... ...E NON TORNARE PIU'...
Ho sbagliato per sbagliare non perche' lo dite voi e non mi pento proprio, sono in riserva ormai Io ci credo in quel che voglio e forse voglio farmi male ma non mi riconosco in quello che conviene Mi piace scivolarvi fuori da ogni calcolo Per riportarmi in riga servira' un miracolo Complici e simili da credere alle favole Coi nostri sogni in gola questa notte sembra fatta per noi... CHE NON CI GUARDEREMO INDIETRO MAI NON CI GUARDEREMO INDIETRO MAI Traghettato da un destino a volte sordo e malinconico In un viaggio clandestino tra allucinazioni e panico forse perche' so di avere un diamante tra le mani un morbido rifugio per tempi meno buoni Mi spinge sul divano lo so che ha gia' deciso E resto senza fiato tra l'inferno e il paradiso Scioglie i capelli in boccole di nuvole Il suo sapore e' miele e questa notte sembra fatta apposta per noi... CHE NON CI GUARDEREMO INDIETRO MAI NON CI GUARDEREMO INDIETRO MAI
Luna
Tu non lo sai quanto mi piace non lo sai quando ti perdi a far finta di essere semplice... calma... morbida... Come un mistero da decifrare tu sei la luna ancora da esplorare Aspettami... voglio salire lassu'... ...E NON TORNARE PIU'... Ti vedo trasformare lacrime in coraindoli con un bicchiere in mano mi ritrovo qui a scoprire lucida, splendida serenita'... E ridi ancora mi aiuti a respirare Bianco aquilone che gioca con il sole Aspettami... voglio salire lassu'... ...E NON TORNARE PIU'... L'estate e' un sentimento... e' caldo anche d'inverno... Aspettami... voglio salire lassu'... ...E NON TORNARE PIU'...
sabato 23 giugno 2007
Shakespeare
Come il cibo alla vita sei per me,\come alla terra acquazzoni di maggio,\e per tuo amore così mi tormento\come per l`oro suo pena l`avaro\che del possesso ora esulta,ma già\teme che i suoi tesori involi l tempo:\e ora bramo di starti unico accanto\ora che il mondo ammiri il mio piacere,\sazio talor soltanto del vederti,\poi subito affamato di uno sguardo;\e non v`è gioia ch`io tenga o insegua,\se da te non l`attendo o non m`avanza.\Così divoro e languo ognor,vorace\tutto afferrando o morendo di fame.William Shakespeare
Per sempre sabato 16
Vorrei poter far tornare indietro il tempo, poi riuscire a fermarlo, per sempre su sabato 16. sabato 16, il + bel giorno della mia vita, il + bel giorno insieme a lei, la + bella al mondo, l'unica al mondo ke amo....
Dall`amicizia all`amore c`è la distanza di un bacio. ma quel bacio proprio nn riesco a dartelo, nn voglio rovinare qst amicizia, soffro, ma nn mi piace vedere le persone ke soffrono, soprattutto x colpa mia...
I RICORDI
Vivere di ricordi; il momento dell’abbandono, in cui il passato prevale sul presente e sovrasta, annullandolo quasi del tutto, il futuro. Il ricordo è il nettare che ci rimane di un amore che è svanito, un sapore, una eco lontana, ovattata, che ognuno adatta e sé, al momento che sta vivendo, alla voglia di tormentarsi o liberarsi. I ricordi sono pietre di cui con cui si può arrivare a costruire un muro invalicabile, che ti esclude dalla vita e dal mondo. Meglio usare quelle pietre per costruire un argine o un muretto di cinta per proteggerti dagli intrusi che passano sempre sulla tua via. Ma non troppe pietre, per favore, sarebbe la fine. Quando finisce un amore non è possibile continuare a viverlo attraverso i ricordi; magari i primi tempi fa pure bene, ma poi no! E’ come vivere con i piedi per aria, tra le nuvole, rincorrendo i sogni con le ali della fantasia… mentre non hai la forza che ti da l’amore, mentre l’hai invece persa e non vuoi rendertene conto. L’amore vive anche di sostanza e di abbracci corporei. I sogni vivono di speranza. I ricordi sono foglie secche di un albero rigoglioso che, avvolto dall’autunno, continua la sua vita preparando in silenzio i germogli di nuove foglie. Non per la stagione passata, per quella a venire. Ecco qua. I ricordi sono schegge di vita che non possono comporre niente di concreto, ma solo sogni che potranno avverarsi nel momento in cui i ricordi stessi cesseranno di esistere, superati da altre immagini di vita reale, germogliate dall’ottimismo della volontà che fa vivere veramente.
Non vi può essere amicizia tra l`uomo e la donna. Vi può essere la passione, l`ostilità, l`adorazione, l`amore, ma l`amicizia no. Oscar Wilde.......a volte su qst sn d'accordo a volte proprio no.....Cmq di una cs sl sn sicuro:
TI AMO TI AMO TI AMO TI AMO TI AMO TI AMO TI AMO TI AMO TI AMO TI AMO
Dall`amicizia all`amore c`è la distanza di un bacio. ma quel bacio proprio nn riesco a dartelo, nn voglio rovinare qst amicizia, soffro, ma nn mi piace vedere le persone ke soffrono, soprattutto x colpa mia...
I RICORDI
Vivere di ricordi; il momento dell’abbandono, in cui il passato prevale sul presente e sovrasta, annullandolo quasi del tutto, il futuro. Il ricordo è il nettare che ci rimane di un amore che è svanito, un sapore, una eco lontana, ovattata, che ognuno adatta e sé, al momento che sta vivendo, alla voglia di tormentarsi o liberarsi. I ricordi sono pietre di cui con cui si può arrivare a costruire un muro invalicabile, che ti esclude dalla vita e dal mondo. Meglio usare quelle pietre per costruire un argine o un muretto di cinta per proteggerti dagli intrusi che passano sempre sulla tua via. Ma non troppe pietre, per favore, sarebbe la fine. Quando finisce un amore non è possibile continuare a viverlo attraverso i ricordi; magari i primi tempi fa pure bene, ma poi no! E’ come vivere con i piedi per aria, tra le nuvole, rincorrendo i sogni con le ali della fantasia… mentre non hai la forza che ti da l’amore, mentre l’hai invece persa e non vuoi rendertene conto. L’amore vive anche di sostanza e di abbracci corporei. I sogni vivono di speranza. I ricordi sono foglie secche di un albero rigoglioso che, avvolto dall’autunno, continua la sua vita preparando in silenzio i germogli di nuove foglie. Non per la stagione passata, per quella a venire. Ecco qua. I ricordi sono schegge di vita che non possono comporre niente di concreto, ma solo sogni che potranno avverarsi nel momento in cui i ricordi stessi cesseranno di esistere, superati da altre immagini di vita reale, germogliate dall’ottimismo della volontà che fa vivere veramente.
Non vi può essere amicizia tra l`uomo e la donna. Vi può essere la passione, l`ostilità, l`adorazione, l`amore, ma l`amicizia no. Oscar Wilde.......a volte su qst sn d'accordo a volte proprio no.....Cmq di una cs sl sn sicuro:
TI AMO TI AMO TI AMO TI AMO TI AMO TI AMO TI AMO TI AMO TI AMO TI AMO
Gelosia
Come geloso, io soffro quattro volte: perché sono geloso, perché mi rimprovero di esserlo, perché temo che la mia gelosia finisca col ferire l'altro, perché mi lascio soggiogare da una banalità: soffro di essere escluso, di essere aggressivo, di essere pazzo e di essere come tutti gli altri.
La gelosia è il più grande di tutti i mali e quello che ispira meno pietà alle persone che la provocano. La Rochefoucauld, François de Massime
Scusa G, scusa!scusa!scusa!scusa!scusa!scusa!.........Ti amo!Ti amo!Ti amo!Ti amo!Ti amo!Ti amo!Ti amo!
La gelosia è il più grande di tutti i mali e quello che ispira meno pietà alle persone che la provocano. La Rochefoucauld, François de Massime
Scusa G, scusa!scusa!scusa!scusa!scusa!scusa!.........Ti amo!Ti amo!Ti amo!Ti amo!Ti amo!Ti amo!Ti amo!
mercoledì 20 giugno 2007
Un Amico

Pensiero di un amico.....
Penso sia una cosa abbastanza facile, a volte basta uno sguardo dritto negli occhi dell'altro con un sorrisino particolare a fare scoccare l'innamoramento, che poi spesso viene trasformato in vero amore. L'esperienza mi dice che quando un uomo ha per amico una donna e viceversa, questa amicizia si fortifica in maniera elevata quando la persona cui stai accanto ti incomincia a piacere sia fisicamente e sia interiormente. Poi non parliamo di quando uno inizia ad avere il massimo della confidenza con il sesso opposto: diventa una cosa direi per lo meno MERAVIGLIOSA, da quel momento per sempre cerchi sempre un momento per stare con questa persona, vivendo questi momenti intensamente, il che penso essere favoloso. Se uno si innamora di un amica, ed è corrisposta, con sguardi, carezze e confidenze particolari, ne vale la pena e si può fare sicuramente! .......riflessione di un Amico.......
martedì 19 giugno 2007
Addio....ma nn ti dimenticherò mai!
Sai G speravo ke ce la facessi davvero ad essere felice come volevi, forse cn lui lo 6...ma da cm me ne parlavi nn ci credo! Lui nn ti può dare niente di ciò ke tu vuoi! Qst volta ti parlo da amico, l'innamorato si è fatto da parte. Prima di andarsene mi ha lasciato qst parole per te "per sempre tuo, per sempre tuo, per sempre tuo"...poi si è messo a correre e nn si fermerà. L'amico ti aspetta sempre qui, e mi raccomando se ti serve una spalla chiama pure, nn preoccuparti nn disturbi mai! Ah si scusa, mi ha lasciato anke qst lettera l'innamorato, nella speranza ke tu prima o poi la legga. Ciao
"Penso a te che non ci 6, penso a noi e a quei attimi di felicità sfuggiti in un lampo, ricordo i momenti di noi due in cui eravamo divisi, non erano momenti tanto felici per me, rammento gli istanti in cui mi cercavi, mi risalgono alla memoria le dolci parole che mi confessavi gli sguardi d`amicizia ke speravo diventassero d'amore..ora è tutto svanito e non tornerà mai più..ora l`unika kosa che è rimasta sono i ricordi a volte dolci e a volte amari..devo continuare a vivere la mi vita lontano da te per colpa sua, non c`è più niente da dire ormai è tutto scomparso sxo che almeno il ricordo duri x sempre perchè l`immagine che ho di te vivrà x sempre nel mio cuore!!!Addio! per sempre tuo, per sempre tuo, per sempre tuo..."
"Penso a te che non ci 6, penso a noi e a quei attimi di felicità sfuggiti in un lampo, ricordo i momenti di noi due in cui eravamo divisi, non erano momenti tanto felici per me, rammento gli istanti in cui mi cercavi, mi risalgono alla memoria le dolci parole che mi confessavi gli sguardi d`amicizia ke speravo diventassero d'amore..ora è tutto svanito e non tornerà mai più..ora l`unika kosa che è rimasta sono i ricordi a volte dolci e a volte amari..devo continuare a vivere la mi vita lontano da te per colpa sua, non c`è più niente da dire ormai è tutto scomparso sxo che almeno il ricordo duri x sempre perchè l`immagine che ho di te vivrà x sempre nel mio cuore!!!Addio! per sempre tuo, per sempre tuo, per sempre tuo..."
Senza Titolo
Dimenticando ti amerò. E ogni tuo abbraccio sarà un dono. Anche se in fondo sarò solo. Senza volerlo. Senza saperlo. Però dopo niente cambierà. E resterà com' è......
Lui è un ragazzo di 19 anni.
Lui - ciao
Lui - come stai?
Lei - ciao
Lei - io sto bene
Lei - e tu?
Lui - finalmente
Lei - perché finalmente?
Lui - io da lunedì sto malissimo
Lei - come mai?
Lui - perché voglio parlare con una persona che conosco
Lui - mi è cascato il mondo addosso
Lei - e cosa te lo impedisce?
Lui - pensa sono tre giorni che piango
Lui - sono tristissimo
Lei - ma perché
Lei - lei non ti vuole più vedere?
Lui - mi ha mandato un sms
Lui - G mi ha mandato un sms
Lui - dove mi dice cose che mi fanno credere che non è la G che ho conosciuto io
Lei - che dice esattamente?
Lui - tipo che lei non può darmi l'amore che le sto dando io, che io sono un amico, un buon amico
Lei - oddio mi dispiace
Lei - ma penso sia meglio che sia stata sincera ora piuttosto che dopo
Lui - non capisco cosa sia successo
Lei - tu pensi che sia indipendente dalla sua volontà?
Lui - mi ha detto certe cose quando stavamo insieme fantastiche
Lei - forse in quel momento era sincera
Lei - poi non tutti gli amori sanno sopravvivere
Lui - ma non capisco questo cambiamento
Lui - il perché
Lei - è stato improvviso?
Lui - sì
Lui - non capisco il perché mi ha detto certe cose
Lei - non se la sente di legarsi
Lui - mi fa male
Lei - o prendere impegni
Lei - che stai male lo so
Lei - e mi dispiace tanto
Lui - prima vedevo un po' di luce
Lui - adesso sono tornato nell'oscurità
Lui - non ce la faccio più
Lui - sempre sofferenze
Lei - adesso non dire sciocchezze
Lei - di ragazze è pieno il mondo
Lei - per una persa quando sarai guarito ne troverai un'altra
Lei - magari poteva dirtelo prima dell'acquisto del biglietto
Lui - prima ancora quando è iniziato tutto me lo poteva dire
Lui - evitandomi un così forte dolore
Lui - io le ho dato il cuore, il sorriso, tutto me stesso
Lei - forse in quel momento era sincera
Lei - anzi lo era di sicuro
Lui - ma adesso andrò su e vorrò un po' di risposte da lei
Lui - dopo la saluterò e cercherò di non vederla più
Lei - sì, forse hai il diritto di farlo
Lei - ma stai attento a non farti prendere da impulsi strani
Lui - che tipo di impulsi?
Lei - di tipo drammatico
Lei - vendetta o altro
Lui - no nessuna vendetta
Lei - per il resto può essere una dura lezione di vita che ti renderà più forte
Lui - mi chiarirò, dopo sicuramente mi metterò a correre fino a quando ce la farò poi mi fermerò e piangerò
Lui - questo sicuramente farò perché già lo sento ora
Lei - mi dispiace tanto sentirti soffrire così
Lei - cerca di staccare la mente
Lei - e fatti forza
Lui - lo vorrei fare non ci riesco
Lei - e impara che queste delusioni sono molto più comuni di quanto tu pensi
Lui - non so
Lei - sono rari invece gli amori grandi e eterni
Lui - perché
Lui - sono rari?
Lui - io pensavo di farne parte invece
Lui - come al solito mi sono sbagliato
Lei - nel momento in cui si vivono ci si sente protagonisti di una storia speciale
Lei - ma vedi non è la durata di un amore che lo fa grande
Lei - può essere grande nello spazio in cui vive
Lui - perché finisce??
Lei - perché tutto finisce
Lei - e si rinnova
Lui - io già so che non troverò più nessun'altra
Lei - guarda la natura e l'uomo stesso
Lei - (sorrido)
Lei - sai qual il dono più grande o la virtù dell'uomo?
Lei - la capacità di amare
Lei - l'amore non ha limiti
Lui - io la ho terminata
Lei - si può arrivare a dare amore molte persone, molti luoghi
Lei - lo dici adesso perché soffri
Lui - non voglio più amare perché mi fa star sempre male
Lei - lasciatelo dire dalla mia esperienza
Lei - forse accadrà che sarai amato da qualcuna che non ami
Lei - è una ruota che gira
Lui - ogni volta che ho amato sono stato fregato e basta
Lui - nel senso sono stato malissimo
Lei - forse ti butti troppo a capofitto nelle tue storie
Lui - ma come questa volta non lo sono stato mai
Lei - devi avere un attimo di riflessione prima di dare tutto te stesso
Lei - adesso purtroppo mi stanno chiamando il telefono
Lei - ci possiamo risentire? Non mi piace lasciarti in queste condizioni, ti trovo dopo cena?
Lui - farò di tutto per esserci, parlare con te mi aiuta molto
Lei - allora a stasera, mi raccomando non abbatterti.
Lui è un ragazzo di 19 anni.
Lui - ciao
Lui - come stai?
Lei - ciao
Lei - io sto bene
Lei - e tu?
Lui - finalmente
Lei - perché finalmente?
Lui - io da lunedì sto malissimo
Lei - come mai?
Lui - perché voglio parlare con una persona che conosco
Lui - mi è cascato il mondo addosso
Lei - e cosa te lo impedisce?
Lui - pensa sono tre giorni che piango
Lui - sono tristissimo
Lei - ma perché
Lei - lei non ti vuole più vedere?
Lui - mi ha mandato un sms
Lui - G mi ha mandato un sms
Lui - dove mi dice cose che mi fanno credere che non è la G che ho conosciuto io
Lei - che dice esattamente?
Lui - tipo che lei non può darmi l'amore che le sto dando io, che io sono un amico, un buon amico
Lei - oddio mi dispiace
Lei - ma penso sia meglio che sia stata sincera ora piuttosto che dopo
Lui - non capisco cosa sia successo
Lei - tu pensi che sia indipendente dalla sua volontà?
Lui - mi ha detto certe cose quando stavamo insieme fantastiche
Lei - forse in quel momento era sincera
Lei - poi non tutti gli amori sanno sopravvivere
Lui - ma non capisco questo cambiamento
Lui - il perché
Lei - è stato improvviso?
Lui - sì
Lui - non capisco il perché mi ha detto certe cose
Lei - non se la sente di legarsi
Lui - mi fa male
Lei - o prendere impegni
Lei - che stai male lo so
Lei - e mi dispiace tanto
Lui - prima vedevo un po' di luce
Lui - adesso sono tornato nell'oscurità
Lui - non ce la faccio più
Lui - sempre sofferenze
Lei - adesso non dire sciocchezze
Lei - di ragazze è pieno il mondo
Lei - per una persa quando sarai guarito ne troverai un'altra
Lei - magari poteva dirtelo prima dell'acquisto del biglietto
Lui - prima ancora quando è iniziato tutto me lo poteva dire
Lui - evitandomi un così forte dolore
Lui - io le ho dato il cuore, il sorriso, tutto me stesso
Lei - forse in quel momento era sincera
Lei - anzi lo era di sicuro
Lui - ma adesso andrò su e vorrò un po' di risposte da lei
Lui - dopo la saluterò e cercherò di non vederla più
Lei - sì, forse hai il diritto di farlo
Lei - ma stai attento a non farti prendere da impulsi strani
Lui - che tipo di impulsi?
Lei - di tipo drammatico
Lei - vendetta o altro
Lui - no nessuna vendetta
Lei - per il resto può essere una dura lezione di vita che ti renderà più forte
Lui - mi chiarirò, dopo sicuramente mi metterò a correre fino a quando ce la farò poi mi fermerò e piangerò
Lui - questo sicuramente farò perché già lo sento ora
Lei - mi dispiace tanto sentirti soffrire così
Lei - cerca di staccare la mente
Lei - e fatti forza
Lui - lo vorrei fare non ci riesco
Lei - e impara che queste delusioni sono molto più comuni di quanto tu pensi
Lui - non so
Lei - sono rari invece gli amori grandi e eterni
Lui - perché
Lui - sono rari?
Lui - io pensavo di farne parte invece
Lui - come al solito mi sono sbagliato
Lei - nel momento in cui si vivono ci si sente protagonisti di una storia speciale
Lei - ma vedi non è la durata di un amore che lo fa grande
Lei - può essere grande nello spazio in cui vive
Lui - perché finisce??
Lei - perché tutto finisce
Lei - e si rinnova
Lui - io già so che non troverò più nessun'altra
Lei - guarda la natura e l'uomo stesso
Lei - (sorrido)
Lei - sai qual il dono più grande o la virtù dell'uomo?
Lei - la capacità di amare
Lei - l'amore non ha limiti
Lui - io la ho terminata
Lei - si può arrivare a dare amore molte persone, molti luoghi
Lei - lo dici adesso perché soffri
Lui - non voglio più amare perché mi fa star sempre male
Lei - lasciatelo dire dalla mia esperienza
Lei - forse accadrà che sarai amato da qualcuna che non ami
Lei - è una ruota che gira
Lui - ogni volta che ho amato sono stato fregato e basta
Lui - nel senso sono stato malissimo
Lei - forse ti butti troppo a capofitto nelle tue storie
Lui - ma come questa volta non lo sono stato mai
Lei - devi avere un attimo di riflessione prima di dare tutto te stesso
Lei - adesso purtroppo mi stanno chiamando il telefono
Lei - ci possiamo risentire? Non mi piace lasciarti in queste condizioni, ti trovo dopo cena?
Lui - farò di tutto per esserci, parlare con te mi aiuta molto
Lei - allora a stasera, mi raccomando non abbatterti.
lunedì 18 giugno 2007
G come Amore
Il vero amore è come l'apparizione degli spiriti: tutti ne parlano, ma pochi l'hanno visto. Françs de La Rochefoucauld.....io ti ringrazio xkè mi hai fatto entrare tra la schiera di quei pochi eletti che l'hanno visto. tu nn mi credi e nn so come convincerti, nn so proprio cs fare apparte ripeterlo ogni volta che ti vedo. te lo dirò per la vita.........io ti amo.
domenica 17 giugno 2007
AMORE MIO...


TI AMO TI AMO TI AMO TI AMO TI AMO TI AMO TI AMO TI AMO TI AMO TI AMO TI AMO TI AMO TI AMO TI AMO TI AMO TI AMO TI AMO TI AMO TI AMO TI AMO TI AMO TI AMO TI AMO TI AMO TI AMO TI AMO TI AMO TI AMO TI AMO TI AMO TI AMO TI AMO TI AMO TI AMO TI AMO TI AMO TI AMO TI AMO TI AMO TI AMO TI AMO TI AMO TI AMO TI AMO TI AMO TI AMO TI AMO TI AMO TI AMO TI AMO TI AMO........................................
sabato 16 giugno 2007
Puttane e Spose - Luca Carboni&Jovanotti
Per te Greta. Perchè niente e nessuno può dirti cosa devi fare, solo tu puoi decidere e gli altri non devono giudicare. Ognuno è libero di dire e fare ciò ke vuole.....e tu sai cosa penso.
Non sei andata via, non sei andata via...
non è colpa mia, è che non va via
Ragazze, voi mi fate impazzire,
e con questo rap io ve lo voglio dire
e non lo faccio così tanto per fare il ruffiano
ma parlo nel microfono con il cuore in mano
e specialmente adesso che ho raggiunto un età
dai cuori no, non si va più via
che mi permette di apprezzare con semplicità
la bellezza e le caratteristiche diverse
delle donne ritrovate, delle donne perse
sono scatole perfette
tra il pensiero di piacere e quello di innamorarsi
in cui ritrovi sempre tutto
tra la voglia di una fuga e quella di sposarsi
di far l'amore con tutti quelli che ti pare
o di sceglierti un uomo e di portarlo all'altare
dalla mente, dalla mente mia
e di fronte a questo dubbio, a questo combattimento
i vostri occhi mi riempiono di sentimento
quando io vi vedo sole, in mezzo a tanta gente
nel rumore di una musica che non vale niente
se non fosse accompagnata dai tuoi movimenti
che ci accendono la carica, volenti o nolenti
e noi che grazie a quel serpente
vi giriamo intorno
a cercare nella notte un attimo di giorno
ai cuori no, non si va più via
per parlare con gli amici di parole condite
da concetti, da espressioni... eh, colorite
e non c’è niente da capire
tra l'amore e il sesso, il corpo e la mente
non c’è niente da spiegare
per concludere che in fondo in fondo è divertente
perché l’amore non ha parole
il continuo dondolare di tutte le cose
e poi ti toglie anche la voce
questa falsa divisione tra puttane e spose
Ah... ma le storie d’amore
no, non finiscono mai
non finiscono mai, non finiscono mai, non finiscono mai mai
Ah... ma le storie d’amore
non finiscono mai, non finiscono mai, non finiscono mai mai
no, non finiscono mai
non finiscono mai, non finiscono mai, non finiscono mai mai.
Ragazze, voi mi fate impazzire,
a partire dalla mamma fino ad arrivare
al concetto, quello mistico, della Madonna
figlia, madre, moglie, fidanzata, sorella e nonna
sempre dentro un di questa categorie
che fa cadere la mia mente le ragazze mie
finisce sì, finisce e si va via
e io con questo lungo rap, io vi racconto tutto
anche se in certi momenti può sembrarvi brutto
ma io ascolto tanta musica, mattina e sera
Amore forse solo una bugia
La stagione che amo di più... la primavera
quando sbocciano sugli alberi, i germogli dei fiori
e la gente ricomincia a stare un po' più fuori
la bugia più grande
e le ragazze di città prendono il motorino
la più vera che ci sia
e si siedono proprio sul bordo del sellino
e coi capelli sciolti gridano
con aria sicura
Amore mio
che non ho amato mai
e guardandole, la vita sembra meno dura
e quel sole che le illumina e le fa più belle
in quel giorno sarei il re di tutte le altre stelle
E il pensiero vola e va a posarsi sul davanzale
Non smetterò
di amarti mai
di una casa, sul confine tra il bene e il male
tra l'amore, il sesso, il corpo e la mente
per concludere che in fondo in fondo è divertente
Non smetterò di perderti
Il continuo dondolare di tutte le cose
di difenderti da me
questa falsa divisione tra puttane e spose
Ah... le storie d'amore
non finiscono mai, non finiscono mai, non finiscono mai mai
no, non finiscono mai
non finiscono mai, non finiscono mai, non finiscono mai mai
Ah... ma le storie d'amore
no, non finiscono mai
non finiscono mai, non finiscono mai, non finiscono mai mai
Non sei andata via, non sei andata via...
non è colpa mia, è che non va via
Ragazze, voi mi fate impazzire,
e con questo rap io ve lo voglio dire
e non lo faccio così tanto per fare il ruffiano
ma parlo nel microfono con il cuore in mano
e specialmente adesso che ho raggiunto un età
dai cuori no, non si va più via
che mi permette di apprezzare con semplicità
la bellezza e le caratteristiche diverse
delle donne ritrovate, delle donne perse
sono scatole perfette
tra il pensiero di piacere e quello di innamorarsi
in cui ritrovi sempre tutto
tra la voglia di una fuga e quella di sposarsi
di far l'amore con tutti quelli che ti pare
o di sceglierti un uomo e di portarlo all'altare
dalla mente, dalla mente mia
e di fronte a questo dubbio, a questo combattimento
i vostri occhi mi riempiono di sentimento
quando io vi vedo sole, in mezzo a tanta gente
nel rumore di una musica che non vale niente
se non fosse accompagnata dai tuoi movimenti
che ci accendono la carica, volenti o nolenti
e noi che grazie a quel serpente
vi giriamo intorno
a cercare nella notte un attimo di giorno
ai cuori no, non si va più via
per parlare con gli amici di parole condite
da concetti, da espressioni... eh, colorite
e non c’è niente da capire
tra l'amore e il sesso, il corpo e la mente
non c’è niente da spiegare
per concludere che in fondo in fondo è divertente
perché l’amore non ha parole
il continuo dondolare di tutte le cose
e poi ti toglie anche la voce
questa falsa divisione tra puttane e spose
Ah... ma le storie d’amore
no, non finiscono mai
non finiscono mai, non finiscono mai, non finiscono mai mai
Ah... ma le storie d’amore
non finiscono mai, non finiscono mai, non finiscono mai mai
no, non finiscono mai
non finiscono mai, non finiscono mai, non finiscono mai mai.
Ragazze, voi mi fate impazzire,
a partire dalla mamma fino ad arrivare
al concetto, quello mistico, della Madonna
figlia, madre, moglie, fidanzata, sorella e nonna
sempre dentro un di questa categorie
che fa cadere la mia mente le ragazze mie
finisce sì, finisce e si va via
e io con questo lungo rap, io vi racconto tutto
anche se in certi momenti può sembrarvi brutto
ma io ascolto tanta musica, mattina e sera
Amore forse solo una bugia
La stagione che amo di più... la primavera
quando sbocciano sugli alberi, i germogli dei fiori
e la gente ricomincia a stare un po' più fuori
la bugia più grande
e le ragazze di città prendono il motorino
la più vera che ci sia
e si siedono proprio sul bordo del sellino
e coi capelli sciolti gridano
con aria sicura
Amore mio
che non ho amato mai
e guardandole, la vita sembra meno dura
e quel sole che le illumina e le fa più belle
in quel giorno sarei il re di tutte le altre stelle
E il pensiero vola e va a posarsi sul davanzale
Non smetterò
di amarti mai
di una casa, sul confine tra il bene e il male
tra l'amore, il sesso, il corpo e la mente
per concludere che in fondo in fondo è divertente
Non smetterò di perderti
Il continuo dondolare di tutte le cose
di difenderti da me
questa falsa divisione tra puttane e spose
Ah... le storie d'amore
non finiscono mai, non finiscono mai, non finiscono mai mai
no, non finiscono mai
non finiscono mai, non finiscono mai, non finiscono mai mai
Ah... ma le storie d'amore
no, non finiscono mai
non finiscono mai, non finiscono mai, non finiscono mai mai
......

Sinceramente forse questo è l'ultimo post. Alcuni spero si chiedano perchè altri se ne fregano proprio. Per quelli ke si chiedono perchè rispondo che non ho più niente da dire, questa volta sono rimasto senza parole. Un intero libro pieno di pagine bianche, fino a ieri scritte forse male, ma da ieri bianche. Comincio ad odiarmi veramente per come sono fatto, incapace di fare soffrire gli altri (lei soprattutto), ma capacissimo di stare male per colpa di persone che tutti mi dicono non mi meritano!...Non riesco a decifrare le sue parole, nn capisco qnd parla sinceramente e qnd invece no, ma mi perdo sempre nei suoi occhi e nelle sue parole. E nn me ne frega niente di ciò ke pensate, che sia ciò ke vuole, ke faccia ciò ke vuole....Dite che si è comportata male, sono d'accordo ma cs posso farci, è così, prendere o lasciare, bhè io nn posso prendere quindi fate vobis! Nn voglio ke se ne vada da me, dalla mia mente, vorrei sl riuscire ad aiutarla, farla cambiare, farle capire ke così nn si va da nessuna parte. Ma nn posso fare niente se lei nn vuole cambiare, nn vuole almeno provarci. Nonostante tt quello ke ha fatto io ne sn ancora innamorato, veramente. Mi mancherà nn poterle più parlarle come prima, ma mi dispiace nn ci riesco, per me nn è più niente cm prima. Io cercherò sempre di darti il meglio del meglio del meglio che ho. Ciao a tt e grazie, tt i miei amici sn un dono splendido, compresa te......
giovedì 14 giugno 2007
...!!!...
...emozioni sparse...è colpa mia...tu mi fai impazzire...parlo con il cuore in mano...fuori no non si può...al piacere di innamorarsi...di fare l'amore con chi ti pare o di scegliere un uomo e portarlo all'altare...si va bene però...non c'è niente da capire...per concludere che in fondo in fondo è divertente...questa falsa divisione tra puttane e spose...ma le storie d'amore...no no...tu mi fai impazzire...finisce qui finisce così...la gente comincià a stare un pò + fuori...capelli sciolti...il pensiero vola e và...tra l'amore il sesso e la mente...continuo dondolare di tutte le cose...non smetterò di difenderti...sei andata via...che...cerco nella notte un attimo di giorno...l'amore non ha parole...poi ti toglie anche la voce...
lunedì 11 giugno 2007
Puttane e spose
Sono qui ke ascolto "puttane e spose" di jovanotti&luca carboni......e sembra prorpio fatta apposta per me. Parla delle donne, delle storie d'amore ke nn finiscono mai, della falsa divisione tra puttane e spose (per benny e per ciò ke pensi di lei). Adesso so veramente cs mi piace di lei.....me l'aveva kiesto anche G. ma io nn sapevo cs rispondergli. Mi sarò anke innamorato della sua maschera, ma nn c'è niente da capire, nn c'è niente da spiegare xkè l'amore ti toglie le parole e poi anke il respiro..............e a volte anke la vita. Nn arrabiatevi, o voi ke mi conoscete, adesso ne sn diventato amico, sl ke nn mi basta. Le cs cambiano, senza un perchè, sempre diverso è il risualtato ke ti aspetti. Ho imparato a nn aspettarmi più niente, il continuo dondolare di tutte le cose, qst finta divisione tra puttane e spose!
domenica 10 giugno 2007
Continuare
Continuare a pensare a lei, senza volerlo (ma neanke troppo), lei entra nei miei pensieri. Rotolo i un mare di sogni sempre più belli e cupi. Come diceva un personaggio di un film: le case bruciano...le persone muoiono (nessun riferimento)...ma il vero amore è per sempre. Ma il tempo passa e lascia soli ricordi, bellissimi insieme a te, quasi inutile senza te. Sono diventato, sembra un amico, un confidente e così mi racconti qlcs, le tue confidenze, e mi fa piacere ma a volte mi fanno anke male. La nebbia sul viso nasconde il sorrisodi quei giorni in cui lei era accanto a te...Riassaggi i momenti scorrendo i messaggima solo quelli più dolci non li cancellerai...Così dice una canzone, forse sono un idota, che si lascia usare, può darsi ma nn riesco a cancellarti appena chiami corro, se nn posso mi sento inutile. Non smetterò di perdermi nei tuoi occhi, non smetterò di cercare di difenderti da te, si dice ke qnd il grande amore di uomo lo rifuti qlcs dentro lui muoia........sai adesso ci credo, sempre più. Ed è vero ke le storie d'amore nn finiscono mai, la mia non finirà mai, la nostra bhè la nostra è finita ankora prima di incominciare....ci risentiamo il 31....adesso per un pò nn scriverò, nn ne ho più voglia.
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